La mia storia

Gennaio 2019

 

Mi chiamo Roberta e sono una ragazza del '87.

Così, di getto, ti direi che ho un diploma di Liceo Scientifico e una Laurea in Scienze del Turismo. Ma forse è un po’ formale come presentazione, un po’ da Curriculum Vitae. (E in fondo, chissefrega)

Ti direi anche che per 7 anni ho lavorato in Canton Ticino come Customer Service Representative per un’azienda di moda.

Le mie mattine in coda

Se l’aggettivo “frontaliere” non ti aiuta ad inquadrarmi, mi spiego meglio. I frontalieri sono quella categoria di persone che vivono in Italia, in una zona abbastanza vicine al confine con la Svizzera, ma che tutti i giorni si sparano ore nel traffico e per andare a lavorare all'estero. Tutto ciò a fronte di uno stipendio più che interessante.

Il mio lavoro, fino a qualche tempo fa, era un normale lavoro di ufficio: mail, numeri, analisi, riunioni, caffè alla macchinetta. Per fortuna eravamo un bel team di colleghe e amiche: lavoravamo sodo ma stavamo bene, in equilibrio. Le mie piccole soddisfazioni professionali me le sono prese, ho potuto viaggiare un po’ e soprattutto, sono riuscita a comprare casa con le mie gambe. Insomma un “piccolo mondo” in cui stavo comoda, al calduccio. Se vogliamo dirla in modo figo, ero nella mia “confort zone”.

E questa è la prima
descrizione di me, del mio “piccolo mondo”, che già mi stava stretto anche se
ancora non avevo il coraggio di ammetterlo. Per fortuna c’è dell’altro. Ricomincio.

Mi chiamo Roberta e sono una ragazza del '87. Di nuovo.

Ho avuto la fortuna di avere due nonni fantastici, di crescere in una casa immersa nel verde, di potermi distruggere le ginocchia con la bicicletta e mangiare il fondo dell’impasto della torta tra le urla della mamma "ti fa male l'impasto crudo!". Sono curiosa e rompipalle, soprattutto sul cibo, che preferisco semplice e non “artefatto”. Non mi identifico in nessuna categoria "vegana / vegetariana / onnivora / crudista /fruttariana” ma credo davvero che “siamo ciò che mangiamo”. Sono mattiniera: mi piace allenarmi la mattina in palestra o a casa e ogni tanto, quando ho bisogno semplicemente di staccare la testa, esco con le mie Brooks.

Ogni tanto ballo latino americano, ho un gatto e faccio parte del CAI. Mi sono lasciata convincere a provare il Crossfit e, mannaggia, mi piace! Sto imparando a fare il pane con il lievito madre, ad usare la tavola da snowboard e a fare i pull-up (per la serenità del prof. Roccuzzo, le trazioni alla sbarra).

In realtà sto imparando molte cose nuove da quando la “bolla” del mio piccolo mondo è scoppiata.

Ho imparato ad esempio che la vita è strana e a volte, quando non hai il coraggio di fare un passo in avanti, ci pensa lei spostarti, o forse a svegliarti.

La mia sveglia è suonata a metà Marzo del 2018 quando l’azienda per cui lavoravo ha deciso di trasferire l'ufficio all'estero.

La scelta era “trasferirsi o lasciare”.

A quel punto Qualcuno mi ha parlato di binari, quelli immaginari ovviamente, lungo i quali ci muoviamo nella nostra vita. Quelli che ci hanno portato fino a qui spesso non li abbiamo nemmeno veramente scelti. Dipendono da dove siamo partiti, da chi abbiamo incontrato, da chi abbiamo lasciato, da cosa ci portiamo nel taschino della giacca, vicino al cuore. E quelli non si possono cambiare.

Per fortuna però sui binari esistono le leve di cambio, quelle che deviano leggermente i binari e che permettono al treno di cambiare direzione.

Prima del cambio, di solito il treno rallenta: e così ho fatto anche io.

Mi sono fermata a riflettere su quanto avessi corso negli ultimi anni, a quanto poco tempo mi restava in una normale giornata per le cose davvero importanti.

Tempo per stare a sentire mia madre al telefono che mi racconta del suo corso di tango, per spettegolare un pò con le amiche single della loro "seconda" adolescenza; tempo per allenarmi, magari non sempre alle 6:30 del mattino prima dell'ufficio o semplicemente per fare la spesa senza schizzare come un centometrista tra le corsie del supermercato alle 7 di sera. Tempo per la persona che amo.

Tempo, punto.

La risposta era semplice: poco, davvero poco tempo.

Stavo correndo come se avessi una cosa super importante da fare, ma mi fossi dimenticata qual'era.

E la cosa ancora più folle era che non sapevo come fossi arrivata lì, perché lo stavo facendo e credevo che non che ci fosse un'alternativa: quella era la normalità delle cose ed era giusto che fosse così.

Non sono stati mesi facili, per niente. Ero intrattabile, incazzata con il mondo, ma in fondo solo con me stessa.

D'impulso la paura mi ha fatto pensare che dovevo subito cercare un altro lavoro in Ticino. Poi ho pensato di trasferirmi, di lasciare la mia casa, la mia vita in Italia e riprendere il lavoro da dove si era interrotto; ricostruirmi il “piccolo mondo” e per alcune settimane mi ero quasi convinta che quella fosse la scelta giusta per me.

Ma c’era sempre qualcosa che non andava bene, qualcosa che mi infastidiva.

Non riesco a descriverlo in altro modo: come quando qualcun altro guida (male) la tua macchina e tu sei solo il passeggero. E per di più sbaglia continuamente la strada!

Ad un certo punto non ce l'ho fatta più, ho vinto la paura di andare fuori strada, di cambiare binario...sono tornata a guidare il mio treno e ho tirato la leva del "cambio vita".

Ho scelto di non trasferirmi, di non cercare un altro lavoro ma di fare delle mie passioni, il cibo lo sport e in generale uno stile di vita sano la mia nuova vita. Restava da chiarire il COME.

La prima volta che ho cercato di dirlo ad alta voce è uscito un "vorrei fare qualcosa di buono per aiutare le altre persone" per condividere le mie piccole scelte quotidiane in fatto di alimentazione e sport per quello che io chiamo uno stile di vita sano e consapevole.

Ma avevo bisogno di dare concretezza e attendibilità a quelle conoscenze che fino ad allora erano solo frutto della mia esperienza.

Così scelgo, all'età di 30 anni, di rimettermi a studiare: scelgo il corso di Personal Trainer della FIF e il corso di Nutraceutical Sport Consultant della CNM.

Ottobre è un mese
fantastico, l’ho sempre saputo.

Abbronzatissima di ritorno dalla vacanza a Lampedusa, il 7 Ottobre 2018 inizio il corso di Personal Trainer della FIF a Milano. Sono settimane intense: studio la mattina prima di entrare in ufficio o la sera dopo il lavoro ma incontro persone fantastiche con cui condividere la mia esperienza di cambiamento in corso.

LadyVeg and me: le nuove PT!

Sono stanca, nervosa ma c’è come una corrente che mi attraversa quando penso a quello che mi aspetta. Un po’ di euforia all'idea del cambio di vita che mi aspetta e un po’ ho paura di non farcela ma le prime soddisfazioni arrivano prima della fine dell'anno! Un mese dopo il mio compleanno ho in mano il Diploma della FIF e chiudo definitivamente il contratto di lavoro come Customer Service Representative.

Caspita, ma il 2019 è già qui?

Come al solito i buoni propositi di inizio anno ma nel concreto mi sono chiesta: "bene...e ora che fai?" Mi tengo impegnata: ho iniziato il corso della CNM a Padova ( Nutraceutical Sport Consultant) che mi terrà occupata per i prossimi 9 mesi.

Il ritmo della mia vita ora è completamente diverso, a volte mi disorienta avere così tanto tempo...sembra di perdersi. Mi divido tra lo studio, questo blog, l'allenamento e, finalmente un pò di "pratica sul campo" con qualche ora come assistente di sala nella palestra dove mi alleno.

Lo scoraggiamento e la vocina che mi dice "cosa stai facendo?" o anche "ricominciare a studiare a 30 anni? non hai ancora capito cosa fare nella tua vita? con un mutuo sulle spalle? " ogni tanto si fa sentire. Ci sono i giorni NO, ma succede a tutti. Soprattutto quando uno stiramento ai femorali ti mette KO anche con l'allenamento.

Mi ero talmente abituata all'idea di dovermi ritagliare sprazzi di tempo di qualità nelle 24 ore di una normale giornata frenetica, che averne 24 a mia disposizione fa quasi paura...ma è troppo bello!!!!

Non so esattamente cosa succederà nei prossimi mesi, di certo non resto con il culo sulla sedia! Il sentiero a volte è in salita, ho il fiatone ma il panorama è bellissimo! E io non mi arrendo!